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pepe di timut

Quando parliamo di pepe di Timut in realtà facciamo riferimento alla buccia (esocarpo) di una piccola bacca, si dice infatti che è un simil pepe.
Il Timut ha origine in Nepal da un albero a fusto medio.
Le foglie di questa pianta profumano di limone e basilico ricordando a tratti i sentori della menta.
Nella regione Nepalese la raccolta di questo pepe rappresenta una vera e propria forma di reddito per la fascia di popolazione più povera, in quanto la pianta cresce agevolmente in suoli secchi e la raccolta di queste bacche risulta agevole anche se fatta a mano.
La lavorazione di questo pepe è semplice: le bacche vengono lasciate seccare al sole finchè non sono pronte per essere riposte al chiuso per la loro conservazione e successivo utilizzo.
L'aroma è il suo aspetto più affascinante: profumo penetrante, con note fortemente agrumate che fanno pensare subito al pompelmo, lime e frutto della passione. Per gli olfatti più fini è riconoscibile anche il sentore di fiori bianchi.
Come il suo "cugino" pepe di Szechuan ha la capacità di addormentare temporaneamente le parti della bocca che ne vengono a contatto, provocando una sensazione unica. Per il suo corretto utilizzo si consiglia di non macinarlo riducendolo in polvere ma solamente di pestarlo in modo da sviluppare maggiormente i suoi aromi così complessi.
In cucina il Timut si presta a molti accostamenti, ottimo l'abbinamento a piatti di pesce, in particolar modo con i crostacei.
Può anche essere il tocco di carattere in vellutate di verdure come quella di carciofi o di cavolfiore.
Considerando la sua forte e caratteristica nota agrumata si sposa alla perfezione con tutti i piatti a base di cioccolato e frutta tropicale.
Come tutte le spezie deve essere conservato in un vasetto ermetico al riparo da luce e fonti di calore.




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Pubblicato il 27/12/2017 alle ore 19:25
 
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